La Storia - Pibe de Oro Calcio

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La Storia

Il Club

La Pibe de Oro nasce, come società sportiva, nell’anno 2001, specificatamente nel mese di novembre dall’idea del suo creatore, AMATO Fabrizio che, da sempre amante del calcio, e da sempre nell’ambiente a livello amatoriale, volle fare il grande passo partecipando ai campionati dilettantistici di categoriaVecchi ricordi infantili di partite viste su polverosi campi di periferia tornarono alla mente dell’Amato che decise, in un battibaleno, come da consuetudine caratteriale, di voler iscrivere la squadra al campionato della Terza categoria. La prima curiosità è data senz’altro dall’originale nome della squadra che non poteva non chiamarsi come il grandissimo fuoriclasse argentino idolo giovanile e non solo del fondatore e primo presidente della società. Anche i colori sociali vennero scelti alla velocità della luce visto che il bianco celeste è anche la divisa della squadra più amata, dopo la Pibe de Oro, dal fondatore della società: il Napoli. I ricordi adolescenziali, le amicizie portano a scegliere i primi giocatori che formarono l’ossatura della nascitura squadra, così come nella stessa maniera venne scelto il campo Ilari, a Centocelle, che aveva visto il Presidente calcare i campi come portiere nei tornei studenteschi romani. Il preambolo è necessario per capire l’ossatura e la spina dorsale della Pibe de Oro, nata, fondata e cresciuta prima di tutto su solide amicizie e poi, solo in seguito, su valori tecnici. Il primo anno servì a provare decine di giocatori che dovevano formare la rosa della squadra partecipante al campionato di terza categoria anno 2002-2003. Lunga fu la ricerca, moltissimi i giocatori testati, onorevoli i tornei giocati, da ricordare lo splendido esordio su un campo di calcio ad 11 della squadra che, alla prima partita amichevole ufficiale della storia, battè una compagine di seconda categoria, il Due Leoni, per 4-1 incantando i presenti.
La prima stagione fu, senza dubbio, di ambientamento. Un campionato dignitoso terminato al nono posto, con la vittora del Torrita Tiberina, con belle prestazioni alternate a cocenti delusioni ma con la consapevolezza di creare qualcosa di importante per l’anno successivo. La cronica mancanza di attaccanti portò la squadra a segnare pochissimo (il capocannoniere fu Diamanti con 5 reti), qualche brutto incidente di qualche giocatore, molta indisciplina, la inesperienza del mister e fondatore Amato, una società ancora da creare ma il seme era gettato e cominciava a germogliare.
La seconda stagione (2003-2004) fu double face: bruttissima nelle prime 12 giornate (la squadra era terz’ultima), fantastica nelle altre 14 dove cominciò una cavalcata esaltante che portò la squadra al terzo posto in zona promozione. 14 partite imbattuti, 11 vittorie e 3 pareggi a casa delle prime del campionato portarono la squadra al tanto agognato campionato di seconda categoria. Diamanti, Terenzi, Dell’Armi, Scaramella, Proia, Barchiesi, Ramogida, De Persio (non a caso a vario titolo ancora colonne portanti della società) insieme a tanti altri campioni del campionato di competenza diedero spettacolo su tutti i campi con l’avveniristico, per allora, modulo ad albero di natale 4-3-2-1 predicato da mister Amato cresciuto e più esperto rispetto all’anno precedente. Grandi vittorie, splendide rimonte, espugnati campi quasi imbattibili (il Riofreddo non perdeva da 3 anni) è il risultato fu garantito. Nacque allora la rivalità con La Vetrice che fu battuta nella partita decisiva per 3-1 al campo Ilari. Entrò in quell’anno nei quadri dirigenziali Bagnuoli Fabrizio che parte fondamentale avrà nelle vicissitudini successive.
Il terzo anno (stagione 2004-2005) fu altamente pericoloso per la matricola Pibe de Oro. La mancata conoscenza della categoria, un pizzico di supponenza della squadra (cosa questa mai mancata nel corso degli anni) portarono ad un campionato drammatico e convulso che si risolse con uno spareggio per la permanenza nella categoria. Anche lo spettacolare 4-3-2-1 di inizio campionato venne, nel girone di ritorno, tramutato in uno sparagnino 4-5-1 che portò punti importanti nel finire del campionato anche con squadre nettamente più forti come il Morena ed il Cocciano. La squadra andò a prendersi i punti necessari proprio in trasferta, nei paesi storicamente ostici per la compagine bianco celeste. I 28 punti, in un grande campionato vinto da una fantastica squadra come il Valmontone, condussero allo spareggio con il San Giovanni risolto al 118° minuto da un colpo di testa di Bravini in una infuocata domenica di maggio. Da brividi il boato esploso al momento del gol dalla numerosa tifoseria bianco azzurra. Quella partita segnò anche la prima svolta storica della società perché il Presidente Mister Amato Fabrizio, decise che era giunto il momento di passare la mano della guida tecnica ad un tecnico più esperto di categoria e più duro di se stesso.
Il quarto anno comincia con la guida tecnica di Domenico Blasi, scelto da Amato Fabrizio, per cominciare a programmare l’approdo in prima categoria. La scelta non fu felice perché non ci fu il necessario amalgama tra il vecchio gruppo, un nuovo gruppo proveniente dai Beni Culturali ed il mister. Alla 10° giornata le redini della squadra vennero riprese da Amato Fabrizio che condusse la squadra ad una tranquilla salvezza. 8 punti sulla terz’ultima ma soprattutto una paziente opera di costruzione per una squadra finalmente da vertice. La gestione Amato portò in squadra Scuderi, Milazzo, Caliendo tutt’ora fondamentali per la Pibe de Oro e si cominciò ad avvicinare alla squadra Fabrizio Berini che aiuto in maniera rilevante Amato nella gestione tecnica. Il campionato fu vinto dal Paliano e non fu facile raggiungere il risultato finale anche per la presenza di numerosi campi caldi molto difficili da affrontare e per la necessità di ripartire, a mercato chiuso, con soli 14 giocatori. La grinta dei veterani della Pibe permisero comunque di prepararsi tranquillamente al campionato successivo, quello della svolta.
Il 5° anno (stagione 2006-2007) la squadra condotta da mister Berini si cominciò ad affacciare nei quartieri alti della classifica. L’avvento di giocatori come Staffaroni, Paoloni, Zarelli un Agostinelli finalmente a tempo pieno ed allenato permisero alla squadra di stazionare ai primi posti della classifica. Da urlo alcune partite come Arsoli (8-1 il risultato finale ad una squadra allora prima in classifica) La Vetrice (3-1 ad una squadra campione d’inverno del girone), il pareggio imposto alla capolista Gerano, una marea di gol, 70, sesto attacco di tutta la seconda categoria portarono la squadra all’importante obiettivo della coppa Lazio con il miglior risultato fino ad ora conseguito: il quarto posto. Il lineare 4-4-2 di mister Berini ripetuto da Amato nel campionato Acli concluso con un amaro secondo posto dopo un dominio totale nel corso della stagione lascia qualche rimpianto generale ma sicuramente la squadra non era ancora attrezzata per un campionato di vertice. Si aspettava il boom per la stagione successiva.
Il 6° anno (stagione 2007-2008) è la stagione della grande delusione: la squadra, assente o quasi nel calciomercato per scelta visto che la si riteneva già completa, dopo un illusorio inizio con 2 vittorie si scioglie come neve al sole nelle 7 giornate successive. Anche l’ingaggio di giocatori ex professionisti si rivelò un boomerang clamoroso. La squadra improvvisamente perde un identità di gioco, giocatori determinanti l’anno precedente erano lontani parenti dei campioni che furono. I soli 5 punti ottenuti nelle 7 giornate costrinsero il presidente Amato ad una decisione dolorosa ma non più procrastinabile: l’esonero di mister Berini, forse il meno colpevole di tutti ma che, come al solito, visto il ruolo, pagò per tutti. La svolta fu violenta ed immediata, dopo 16 mesi dall’ultima panchina Amato rivoltò la squadra negli uomini e nel modulo. Si passò ad uno spettacolare 3-4-1-2 che diede subito i frutti sperati: 7 vittorie in nove partite più un pareggio portarono la squadra al terzo posto a 3 punti dal primo. Purtroppo la sfortuna era in agguato: una serie incredibile di infortuni costrinse la squadra ad un brusco rallentamento che comunque la tenne in corsa fino a 3 giornate dal termine per la vittoria del campionato. Ma troppo era la distanza dalle prime in un campionato già di per se equilibrato visto che al termine del campionato erano 3 le squadre al primo posto (Torre Maura, prima nello spareggio, Vetrice e Cave), la Pibe de Oro dopo una lunga corsa arrivò sesta sprecando in maniera incredibile la possibilità di poter partecipare alla coppa Lazio.
Ma le vicissitudini dell’ultima stagione non passarono inosservate agli occhi del presidente mister Amato. Via primedonne dal passato illustre ma dal presente incerto, via persone totalmente inaffidabili, ricostruzione della società attraverso scelte anche difficili e faraonica campagna acquisti a coprire tutti i ruoli per far capire a coloro che già erano tesserati della società che tutti erano sotto osservazione: 14 nuovi acquisti, nuovo presidente, Bagnuoli Fabrizio, entrata nello staff dirigenziale e tecnico di ex giocatori degli anni passati e la Pibe de Oro, guidata finalmente dall’inizio dell’anno da Mister Amato, era pronta per spiccare il volo. Il settimo anno fu quello dell’apoteosi: una squadra fantastica, completa in tutti i reparti, affronta da subito il campionato con il piglio della protagonista: 6 vittorie consecutive nelle prime 6 giornate, due sole sconfitte in 26 giornate, 6 pareggi e 20 vittorie la portano a vincere (prima in tutti i campionati dilettantistici romani) il titolo con 4 giornate di anticipo e 16 punti di vantaggio. Da leggenda alcune vittorie tipo l’1-5 a Rocca di Papa ed il 2-5 a  Vermicino, oltre al 0-2 in casa del Certosa in quello che fu lo scontro diretto. Da brividi l’esultanza del pubblico e dello spogliatoio al gol di Scuderi che sancì il 2-1 contro la Res roma partita decisiva per l’assegnazione del titolo, Pasqua era alle porte e la Pibe de Oro era campione e poterono cominciare gli innumerevoli festeggiamenti terminati con la bellissima serata in quel di Marino, dove in un’atmosfera da fiaba si celebrò il grande, immenso successo. Un gruppo meraviglioso, dei ragazzi incredibilmente forti “hanno ucciso il campionato” come titolò un giornale dei castelli, una società finalmente completa riuscì a supportare la squadra nella difficile impresa. Sembrò talmente semplice che furono fatte mille supposizioni, la verità è che quell’anno La Pibe de Oro era imbattibile o quasi, e nessuna squadra gli poteva togliere quello a cui bramavano con tanta forza. E l’orgoglio societario ancora oggi è grandissimo per quella fantasmagorica impresa.
L’ottavo anno (stagione 2009-2010) fu quella dell’amaro risveglio dal dolce sogno dell’anno precedente. La squadra di mister Barchiesi (succeduto ad Amato) dopo un grande inizio in Coppa Lazio scivolò nei bassifondi della classifica del campionato di prima categoria, non riuscendo più a recuperare terreno. Una cattiva campagna acquisti, un approccio sbagliato, una società deficitaria in alcune decisioni crearono l’insanabile situazione. Neanche il ritono sulla panchina di Amato riuscì, questa volta, a dare il tanto atteso scossone, tanto è vero che per le ultime 13 partite la panchina fu affidata a Beltempo Marcello con risultati comunque modesti. Un organico non all’altezza, non completo torno mestamente in II categoria vanificando quanto di buono fatto l’anno precedente.
Il nono anno ( 2010-2011) comincia con la voglia di tornare subito in I categoria e in panchina c'è ancora Marcello Beltempo.
Il campionato comincia con 7 punti nelle prime tre partite, ma nonostante questo qualcosa non va, il gruppo e' spaccato e Beltempo si dimette lasciando tutti di stucco. La panchina va ad Amato che ha il compito di ricompattare l'ambiente, non si puo' sprecare un altro anno e l'allenatore lo sa.
La quarta giornata presenta subito alla Pibe una partita da dentro o fuori, si va in casa della capolista Torbellamonaca e fare risultato e' d'obbligo...finirà 3 a 3 e da li comincio' la cavalcata Albiceleste.
Una serie di risultati positivi porta la Pibe prima in classifica grazie sopratutto a Rovere, l'uomo della provvidenza e dei gol spettacolari come la rovesciata nel derby con il Real Casilino che salva la Pibe nel finale.
Si arriva alla penultima giornata con gli Albicelesti costretti a vincere per trionfare ancora una volta. Si gioca contro il Montefortino che non vuole regalare nulla agli avversari. La Pibe de Oro lotta e trova la vittoria grazie a un colpo di testa di Rovere ancora decisivo, Mr. Amato vince ancora dimostrando per l'ennesima volta di saper gestire un gruppo meglio di chiunque altro e riporta la sua squadra in I categoria.
Protagonisti della cavalcata Albiceleste Rovere per i gol decisivi, Agostinelli che ha incantato con giocate da campione, il bomber Terenzi Manuel e i capitani coraggiosi Mamo e Luchetta.



 
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