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La Legenda di Diego Armando Maradona

 

Diego Armando Maradona, considerato in maniera unanime il più grande giocatore di tutti i tempi, nasce a Lanus il 30 ottobre 1960. Nella sua carriera ha militato nell'Argentinos Jrs , nel Boca Juniors , nelBarcellona , nel Napoli , nel Siviglia e nel Newell's Old Boys, ma la squadra che lo ha consacrato e fatto conoscere al mondo intero è stata sicuramente il Napoli dove ha vissuto gli anni più importanti della sua carriera.

La sua carriera da calciatore nelle squadre di club comincia il 20 ottobre del 1976 (a 16 anni ancora da compiere) con la maglia numero 16, subentrando ad un compagno. Il primo gesto fu di fare un tunnel all’avversario che lo contrastava. Da li nacque la leggenda del Pibe de Oro, di un giocatore che ha portato le sue squadre a vincere trofei impensabili come lo scudetto al Napoli.

Sempre in Argentina fu mitica la partita contro il suo Boca Juniors, con la porta difesa da uno dei portieri più forti di allora, Hugo Gatti. Prima della partita il portiere cercò di intimorire Maradona dicendogli “sei un barilotto grassottello, non potrai mai segnarmi”. In quella partita Diego segnò 4 gol. In Argentina Maradona vinse il campionato con il Boca juniors, squadra alla quale si trasferì dal piccolo Argentinos Juniors.

Nel 1982 si trasferi al Barcellona ma non furono due anni molto felici per la sua carriera, complici l’infortunio seguito ad un intervento killer da parte del giocatore basco Goicoechea ed una forma di epatite virale.

Nel 1984 la sua carriera prese la giusta direzione. Un blitz del direttore sportivo Juliano lo portò a Napoli l’ultimo giorno di mercato (celebre fu la fidejussione falsa costruita da Ferlaino e da un impiegato compiacente del Banco di Napoli in una notte domenicale, necessaria per sbloccare l’operazione). Fu presentato in un San Paolo strapieno e da li nacque la più grande storia di amore calcistico tra un giocatore ed il suo popolo. Mai Napoli ha ripudiato Maradona, perdonandogli errori, vizi, brutte giornate ma ricevendo in cambio amore e dedizione per la maglia ed una serie di vittorie che mai la società partenopea aveva neanche potuto immaginare. Due scudetti, una Coppa Uefa, due Coppa Italia, una Supercoppa ma, soprattutto, tante meravigliose ed inimitabili giocate che restano nella storia del calcio mondiale: il gol a pallonetto al Verona, lo stesso alla Lazio, il gol su calcio d’angolo alla stessa Lazio, Il dribbling nell’area del Brescia, il pallonetto di testa a Galli portiere del Milan e tante altre meravigliose giocate che sul web fanno impazzire i giovani ed i meno giovani. Noi vogliamo ricordare, come perla autentica e più bella, la famosa punizione dentro l’area di rigore della Juventus, con Tacconi vanamente proteso a prendere un pallone dalla traiettoria impensabile per il genere umano. Un’altra immagine meravigliosa è una inquadratura di Zenga, portiere dell’Inter, che dopo aver preso un gol su punizione dice “che ca… ci fai?”

Diego lasciò Napoli il 17 marzo 1991, dopo un controllo antidoping che fece conoscere al mondo la sua dipendenza dalla droga e, dopo un anno e mezzo di squalifica, gioca una stagione nel Siviglia. 5 gol e 12 assist in 26 partite furono il suo palmares ma questa squadra venne abbandonata nel 1993 per tornare a giocare in Argentina, prima nel Newell’s Ol Boys e poi nel Boca Juniors come aveva promesso.

In nazionale Diego Armando Maradona viene ricordato per due episodi ugualmente clamorosi sempre nella stessa partita e sempre contro la stessa squadra: il 21 giugno 1986 nei quarti di finale contro l’Inghilterra, in una partita resa infuocata dall’appena trascorso conflitto per le isole Falkland o Malvinas che furono tolte ingiustamente, secondo gli argentini, al popolo sudamericano dagli inglesi, Diego segno prima un goal con la mano, giustificando il gesto con la celeberrima “mano de dios”, traendo in inganno Shilton e l’arbitro tunisino, poi, quasi a voler espiare la colpa, segnando il goal più bello della storia del calcio. Partendo da prima del centrocampo superò 7 giocatori inglesi ed arrivò fino a superare il portiere e depositare la palla in rete in un orgasmo collettivo del popolo argentino e napoletano. La leggenda narra che Diego superò tutti quegli avversari perché “Valdano non si era liberato per ricevere il passaggio”.

In realtà, in quel mondiale, il fuoriclasse argentino era in una condizione spaventosa e qualsiasi squadra delle prime 8 l’avesse schierato avrebbe, probabilmente, vinto il mondiale. Ovviamente lasciò il segno anche nella finale vinta contro la Germania, con l’assist decisivo per Burruchaga a 5 minuti dal termine e potè coronare così il suo sogno di “salire campeon” come da intervista da bambino a 10 anni.

L’Argentina arrivò, trascinata dal suo capitano infortunato nella prima partita, in finale anche nel 1990 dove fu derubata, in uno stadio olimpico ostile, dall’arbitro che concesse un rigore inesistente alla Germania. Di quel mondiale fu celebre l’azione che portò al goal di Caniggia contro il Brasile negli ottavi e la semifinale a Napoli contro l’Italia con la città divisa che non riusciva a tifare contro il suo condottiero.

Nel 1994 fu il suo atto finale ai mondiali, non senza aver lasciato il segno con un gol meraviglioso alla Grecia dopo una serie di tocchi di prima. Finale di carriera controverso visto che si narra che la federazione mondiale gli aveva concesso una speciale deroga per i controlli antidoping per i prodotti della cocaina e suoi derivati, mentre fu squalificato proprio per efedrina, metabolite della cocaina. La potenza di Diego fu evidente nei risultati della sua squadra. Prima della squalifica due vittorie e primo posto in classifica, dopo la squalifica due sconfitte ed Argentina a casa.

Ci vorrebbero pagine di libro per raccontare la carriera di Diego Armando Maradona, gli aneddoti, i suoi lati umani deliziosi ed i suoi vizi che lo hanno portato a sfiorare la morte molto da vicino (il barba non mi ha voluto dice lui…..), il poco spazio residuo lo prendiamo per ringraziarlo per quanto di bello ci ha fatto vedere su un campo di calcio, talmente bello che nel 2000 la fifa effettuò un sondaggio mondiale, attraverso il web, su quale fosse stato il più grande calciatore mondiale di tutti i tempi: Maradona fu primo con il 53,6% dei voti, Pelè fu secondo con il 18,5% dei voti, ed Eusebio terzo con il 6,2% dei voti.

Diego Armando Maradona, il Pibe de Oro, il più grande di sempre.

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